Sicurezza, l'appello contro lo spot arriva in Parlamento

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Arriva al Senato, tramite un'interrogazione parlamentare, l'appello contro lo spot per la sicurezza sul lavoro ideato dal dicastero guidato da Sacconi e costato ben 9 milioni di euro. La protesta era nata qualche settimana fa per iniziativa di un gruppo di Rls e lavoratori, che contestano a Sacconi di avere rovesciato le responsabilità degli infortuni, addossando le colpe ai dipendenti e non al datore come recita lo slogan "La sicurezza la pretende chi si vuole bene". La senatrice dell'Italia dei valori Giuliana Carlino ha raccolto la protesta e l'ha portata all'attenzione di Palazzo Madama.


Già il Testo unico del governo Prodi, osserva la senatrice, ha subìto una lunga serie di modifiche imposte dal nuovo esecutivo che lo hanno stravolto completamente, diminuendo di fatto i livelli di tutela dei lavoratori attraverso riduzione dei poteri, delle funzioni e delle risorse degli organismi di vigilanza e in generale dell'intero apparato sanzionatorio. Un'idea evidentemente ben radicata in questo esecutivo, osserva Carlino sottolineando l'affermazione del ministro dell'Ecomonia Tremonti pronunciata lo scorso 25 agosto "Robe come la 626 (la vecchia legge sulla sicurezza sul lavoro, ndr) sono un lusso che non possiamo permetterci".

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